Benvenuto

questa scuola o questa barca sarà la tua casa per qualche tempo, il gruppo dei tuoi amici e istruttori vivranno con te. “Sentirsi a casa” anche quando si è in mare è un sentimento che ci protegge e ci fa stare bene. Ci auguriamo che tu possa provarlo con noi.
Perché siamo una Scuola di Vela Inclusiva?
Partiamo da due punti di riferimento per poi entrare nei termini essenziali della questione.
Il primo riferimento è che il nostro sistema educativo occidentale fin dagli anni 60-70 del secolo scorso ha smesso di essere scuola centrico per approdare sempre con maggiore ampiezza ad un paradigma di processo policentrico formativo.
Il secondo punto di riferimento è la dipendenza, spesso omologativa e pregiudiziale, della scuola e dei suoi processi educativi alle esigenze della società, esigenze valoriali e spesso legate alle necessità della produzione economica.
Handy Cup 2012
“In altromare”
Pescia Romana (Vt)
27 agosto-2 settembre 2012
Spesso è un mare, la musica,
che mi prende ogni senso
A un bianco astro fedele,
sotto un tetto di brume o
nell’etere immenso,
io disciolgo le vele
(C.B.)
Premessa:
Il connubio tra musica e vela e la collaborazione tra “Handy Cup Onlus”,” la Scuola di Vela Mal di Mare” e l’Orchestra integrata “Pezzi di Ricambio” nasce dall’esperienza di settembre 2011 durante il convegno “We are all on the same boat”, svolto a Marsaxlokk (Malta), con la presenza di oltre 30 delegazioni di 16 Paesi tra Nord Africa e Medio Oriente.
In pochi giorni, a Malta, è stato possibile creare uno spazio di inclusione e di condivisione oltre le barriere linguistiche, culturali, religiose e sociali. Nella piazza principale di Marsaxlokk, di fronte al mare, sfondo e cornice, nonché elemento aggregante di tutta l’esperienza, sono stati sondati i fondali e si è cominciato a predisporre uno spazio e un tempo in cui la musica, o meglio la “musicalità” dei “Pezzi di Ricambio” (cioè la capacità di “fare musica” creando relazioni fluide tra tutto ciò che tace, la capacità di accogliere, conservare, integrare, ricostruire e restituire - come fa il mare – scarti, storie, gesti, suoni, canti e incanti) ha permesso a tutti i presenti di essere e sentire, sentirsi parte di un tutto, in una danza continua di parti interagenti.













